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Corrado Augias, Leopardi e un nuovo premio letterario italo-francese

Di Jacopo Franchi


Svelati i nomi dei vincitori del nuovo premio letterario italo-francese, promosso da "Italie&Co". Attirati, come molti altri, dal nome di Corrado Augias, presidente della giuria, abbiamo scoperto per voi queste promesse - è il caso di dirlo - realizzate della letteratura francese di ispirazione italiana. Cronaca di una serata culturale parigina a base di cultura del Belpaese.





Un tour operator, una giuria presieduta da Corrado Augias, una rivista per gli italiani in Francia e la più famosa libreria italiana a Parigi sono gli organizzatori del premio letterario Italie&Co, i cui vincitori sono stati premiati nella Maison du Val d’Aoste (Parigi, rue de Deux Boules) lunedì 19 marzo. Augias, di passaggio a Parigi, non è stato altro che una figura di richiamo per il pubblico numeroso che ha affollato la sala un’ora prima dell’inizio della premiazione. Giornalista per Espresso e Repubblica, presentatore televisivo e autore di libri d’inchiesta e saggistica di rilievo (da ultimo L’Italie expliquée aux français), Augias si è comportato da vero presidente di giuria: un saluto, una stretta di mano, un incoraggiamento agli autori e via, verso una nuova destinazione parigina.

L'ingresso della Maison du Val d'Aoste in rue de Deux Boules


Sul palco, tra i premiati che erano presenti (perché sì, c’è anche chi non si muove da casa neppure per riscuotere la giusta gloria), sono rimasti i volti allegri e soddisfatti degli organizzatori del premio: Fabio Casilli, dinamico manager di Italie&Co, tour operatore “speciale” che organizza da 20 anni viaggi personalizzati per clienti francesi esigenti, fuori dal solito schema turistico Firenze-Roma-Venezia-Napoli (ma se gli chiedete una camera in piazza San Marco farà di tutto per trovarla); Patrizia Molteni, della rivista Focus In, da anni punto di riferimento degli italiani in Francia; Fortunato Tramuta della Tour de Babel, libreria italiana a Parigi, con 11.000 titoli disponibili e che vanta un lettorato al 70% francofono.

In questo mélange ben riuscito di italianità imprenditoriale, giornalistica e letteraria, gli autori sono passati per un attimo in secondo piano, e anche il nostro articolo fino a questo momento non gli ha dedicato grande spazio.

Solo nella seconda parte della serata, a giochi conclusi, senza più la catalizzante presenza di Corrado Augias, ci è stato possibile conoscere da vicino i vincitori del premio: per la categoria saggi, il vincitore è stato René de Ceccatty con Noir souci (Flammarion 2011). Romanziere, drammaturgo, traduttore dall’italiano e dal giapponese, René de Ceccatty ha lavorato duro negli ultimi anni per mantenere un ponte di contatto tra la cultura italiana e quella francese, studiando a fondo l’opera di Pier Paolo Pasolini, Giacomo Leopardi e Alberto Moravia. Il saggio premiato ricostruisce gli ultimi anni di vita di Giacomo Leopardi a Napoli, sotto la tutela e il mecenatismo amichevole di Antonio Ranieri, “uomo di grande statura intellettuale, che ha salvato l’opera di Leopardi” e non, come dicono certe malelingue filologicamente poco informate, la causa della sua rovina morale. De Ceccatty ci ha confidato, non senza che una luce gli brillasse negli occhi, che gli italiani messi al corrente delle sue ricerche su Leopardi, “mi sorridevano, come se parlassi di un membro della loro famiglia”.

De Ceccatty a fianco di Corrado Augias, sul (sop)palco destinato ai premiati.


Nell’altro campo, per la categoria narrativa, sono stati due i vincitori, ma solo uno ha avuto la buona creanza di presentarsi a ritirare il premio (l’altro, ci dicono, abita a Lione, e fino a quando Sncf non abbassa i costi dei Tgv..).


E’ Laurent Gaudé, premiato al Prix Goncourt 2004 con Le Soleil des Scorta, e che ha presentato una raccolta di racconti, Les oliviers de Négus (Actes Sud 2011) a metà tra racconti di viaggio a Peschici, riflessioni sulla guerra d’Etiopia e l’opera di Freud. Il suo legame con l’Italia, più che culturale, lo definiamo affettivo: la sua musa è anche – guarda la coincidenza - sua moglie, pugliese d’origine. L’ambientazione principale dei suoi romanzi è l’Italia del Sud, con le sue storie di criminalità, immigrazione clandestina e piccoli eroi dimenticati: “queste storie non appartengono solo all’Italia del Sud, ma a tutti gli europei”, è la sua opinione.

E per concludere in bellezza con tutta questa cultura, una degustazione di vini rossi del Veneto, offerta dall’azienda vitivinicola Scriani. Come si fa a non sentirsi in Italia?


Foto di copertina: (cc) stephengeyer/flickr; nel testo: gentile concessione di © Focus In Frederique Le Brun.

"Silencio"! Va ora in scena l'incubo chic di David Lynch

Lo ammetto, quando vedo un uomo con la barba, la coppola e i tacchi a spillo o un cantante canadese mulatto che si avviluppa come un'anguilla intorno all'"asta" del microfono cantando "Les homosexuelles", non mi sento esattamente a mio agio. E' un universo alternativo quello che popola il nuovo club di David Lynch "Silencio", già diventato un crocevia irrinunciabile per la crème degli intellettuali parigini. Ma, visto che questo è il genere di esperienze che ti capita una volta nella vita - considerata la spietata selezione basata su censo e "reputazione" - perché non provare a godersela.

Silencio_Fede.jpg

Il primo (e ultimo) applauso lo dedico a coloro che hanno concepito il locale. Varcata la prima soglia, che si affaccia sulla rue Montmartre, inizia una vera e propria discesa negli inferi. Sei piani di scale sotterranee - altro che metropolitana - che ti accompagnano verso il buio e - neanche a dirlo - il silenzio. Colore dominante: il nero. E' come se lo psicoterapeuta ti stesse chiedendo di chiudere gli occhi e di svuotare la mente, nell'attesa di riempirla con nuovi contenuti: ricordi, sogni, incubi. Provare per credere. Poi, arrivati a -6, ci si imbatte nella vera porta d'ingresso. Giusto accanto c'è una campana di vetro dentro cui fluttua un batuffolo di cotone. Ecco, "leggerezza" sarà una delle parole chiave della mia serata. Una volta entrati, sembra che le persone e le cose abbiano la leggerezza dei sogni, dell'immaginazione. Il soffitto è basso, il decoro è minimale, il personale di servizio sembra scomparire nella tappezzeria.

I clienti, tutti rigorosamente vestiti di scuro - anche se in maniera informale, - sono perlopiù giovani, talvolta eccentrici, ma mai volgari. Ti scrutano quasi volessero capire chi sei (magari sei uno famoso o ci assomigli soltanto), perché sei lì, ma soprattutto come hai fatto ad esserci. E anch'io, inconsciamente, ho cominciato a fare lo stesso: ad un certo punto ci è sembrato di vedere Joey Starr. Forse è proprio così: in quel posto vedi quello che vuoi vedere. Tutti sembrano più lenti, più morbidi, più delicati rispetto alla vita vera. Anche loro, come il batuffolo di cotone, fluttuano da una sala all'altra con il loro cocktail nella mano. Parlano poco e rigorosamente sottovoce, si guardano intorno, fumano anche se non potrebbero farlo. Tutto contribuisce a darti la sensazione che ciò che vedi non è tutto. Che ci sono dei misteri da scoprire. Che il bello deve ancora arrivare. Ma non ora. L'interazione tra persone che non si conoscono sembra essere vietata; non c'è traccia del rumore di bicchieri che si toccano per un brindisi; le foto sono vietate. L'impressione è che tutti siano degli attori, e che il locale sia il set di Twin Peaks.

Jef_Barbara.jpgLa musica che fa da sottofondo appena arriviamo è interpretata da un pianista in carne ed ossa - accompagnato da una base electro-pop - che però suona dietro le quinte (mah!). Ne conosceremo solo il nome, ma non il volto: quando il sipario si apre, al piano non c'è nessuno. Poi il concerto: Jef Barbara, il giovane autore canadese di cui sopra, ipnotizza la platea con la psichedelia della sua musica elettronica e con l'assurdità dei suoi testi e dei suoi movimenti sulla scena. Pur essendo perfettamente in linea con l'estetica del luogo, la sua performance dura poco più di 40 minuti. Ma non fa niente. Il pubblico apprezza, e tanto. Anche Jef Barbara - come il personaggio che appare nel Silencio del film di Lynch Mulholland Drive - "no has banda". Sul palco c'è solo lui. Finito il concerto, la musica nel locale resta sullo stesso genere - da segnalare un delizioso remix electro-jazz di un pezzo di Alain Souchon, - raffinata e, apparentemente, a tutto volume. Perché apparentemente? Perché - so che è incredibile - il suono sembra essere completamente assorbito dalle mura del locale, e forse anche dalle persone. Non c'è mai la sensazione di caos, di casino, di festa. Tutto resta sospeso. L'effetto è quello della compresenza di musica e silenzio.

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(©David Lynch / Silencio/ facebook)

Qual è il rischio che si corre in un posto come questo? Beh, il rischio è che ci si annoi a morte, cosa che nei sogni (belli o brutti che siano) accade raramente. Cioé, mi dispiace dirlo, ma Lynch o non Lynch, crème o non crème, queste persone e questo locale a un certo punto mettono veramente la tristezza addosso. Così, passo in rassegna il piccolo angolo del locale adibito a biblioteca, in cui trovi libri di demonologia e di tarocchi accanto a Le Corbusier, e ricomincio la mia risalita dall'Ade e scappo via dall'incubo lynchiano. Appena torno sulla strada e il vento gelido ricomincia a fischiarmi nelle orecchie e a tagliarmi gli zigomi, un barbone, disperato e infreddolito, mi chiede uno spiccio. Così, a bruciapelo. Dopo aver visto cosa c'è sei piani sotto i suoi piedi ghiacciati, come fai a non pensare che la vita è ingiusta?

Testo di Federico Iarlori

Progetto francese di una tassa sulle emissioni di carbonio: il modello svedese applicato alla Francia?

Se ne parla in Francia da quasi due anni, e precisamente dal grande dibattito sull'ambiente del 2007. La fondazione Nicolas Hulot allora proponeva, sul modello svedese, di istituire una « tassa sulle emissioni di carbonio » sui prodotti di largo consumo in funzione al consumo in CO2 necessario alla produzione di questi, ma anche sui consumi in carburante, nafta da riscaldamento... Già approvata da tutti sul principio, la questione che ora si pone è quella sulle modalità di applicazione di una tassa del genere: l'ammontare, i compensi per le imprese e per i privati... Nel momento in cui la Svezia, che ha già messo in pratica questa procedura da ormai quasi vent'anni, presiede l'Unione Europea, è l'occasione per la Francia e per l'Europa di fare un nuovo passo verso un'imposta per l'ambiente.

Foto: http://www.flickr.com/photos/swarmoeskerken/2620938431/

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Elezioni Europee e tempo di parola : il rompicapo dei media

Lo scorso 8 aprile, il Consiglio di Stato francese ha deciso di imporre al CSA (Consiglio Superiore dell’Audiovisivo) la contabilizzazione del tempo di parola del Presidente della Repubblica, o più precisamente ha imposto di detrarlo. Fino ad allora gli interventi del capo dello stato erano conteggiati non a titolo puramente indicativo ma per tenerne conto nella ripartizione del tempo di parola tra i diversi protagonisti del paesaggio politico nazionale. Nel contesto della campagna elettorale per le Europee vediamo cosa cambierà in tal senso…

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Crisi mondiale: le donne alla riscossa!

Mentre l’Europa attraversa tempi difficili, passando da una crisi economica a una sociale, senza contare le solite polemiche politiche, i ricercatori più accorti pongono un interrogativo che getta benzina sul fuoco: come sarebbero gestite le crisi se al potere ci fossero le donne? Semplice moda o realtà etno-sociologica, la donna generosa potrebbe rivelarsi il nuovo specchietto per le allodole della ripresa. Fra chi filosofeggia e chi si appropria di slogan femministi per accentuare il ruolo delle donne nelle nostre società sulla strada della perdizione, pensiamo (un po’) meno al disagio ambientale.

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Strana coabitazione militare franco-tedesca alla frontiera alsaziana

Lo scorso 7 febbraio, in occasione della 45ª conferenza sulla sicurezza, Nicolas Sarkozy ha svelato il mistero sull’imminente arrivo di militari tedeschi in Francia. È a Illkirch-Graffenstaden, in Alsazia, che da 600 a 700 uomini della Bundesweher costituiranno prossimamente un battaglione operativo. Questa formazione, costituita da compagnie di ricognizione, fanteria e da uno stato maggiore, prenderà il posto della BFA (Brigata franco-tedesca). Segnale forte dell’amicizia franco-tedesca che è stata il motore della ricostruzione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale, questo avvicinamento geografico di corpi militari rappresenta anche una sfida politica per le due nazioni.

BFA - France 3 Alsace

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L’automobile e la crisi economica: l’esempio francese e i timori europei di protezionismo

Se la crisi che stiamo attraversando in questo momento si fa sentire in più settori, grazie anche all’eco dei media, ve n’è uno che è particolarmente in difficoltà: quello dell’automobile. Ancor più toccato questa volta rispetto alla precedente crisi di settore del 1992, quest’ultimo deve confrontarsi con un crollo significativo della domanda ormai da più di un anno a questa parte. Rapido excursus sulle difficoltà e i provvedimenti presi in Francia e in Europa di fronte a tanto scompiglio.

Auto

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Energie rinnovabili: fra contraddizioni e speranze - PARTE II

Il mercato delle energie rinnovabili talvolta è estraneo a scopi filantropici e umanitari per la salvaguardia del pianeta. 

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Energie rinnovabili: fra contraddizioni e speranze - PARTE I

In questi tempi di crisi, gli ultimi interventi del Presidente Obama sull’economia portano in primo piano la lotta contro il surriscaldamento del pianeta, puntando soprattutto sullo sviluppo delle energie rinnovabili. L’Unione Europea, da parte sua, si è impegnata a raggiungere, entro il 2020, la quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. La media europea è attualmente del 9%, con forti disparità fra uno Stato e l’altro. La Francia si è posta come obiettivo per il 2010 una quota del 23%.

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Nel piatto dei cechi

Elemento fondamentale del patrimonio di una nazione, la cucina è una via d’accesso alla cultura degli altri paesi. Capire le abitudini alimentari degli uni e degli altri, interessarsi ai piatti che ne compongono la gastronomia, gustare i sapori della loro cucina sono tutti modi di studiare una cultura straniera. In occasione della presidenza europea della Repubblica Ceca, perché non approfittare di questa occasione per bussare alla porta della loro cucina? Dimmi cosa mangi…

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