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  <title>La Parisienne di Cafebabel.com - Trascultura</title>
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  <description>Parigi, capitale francese ma da un punto di vista europeo per favore...</description>
  <language>it</language>
  <pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:02:39 +01:00</pubDate>
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    <title>La Grande Parigi, una grande idea ?</title>
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    <pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:15:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ultime novità sul fronte della Grande Parigi cara a Sarkozy. Mentre Jean Nouvel ha vinto il concorso indetto per conferire un nuovo volto alla « tour signal », futuro emblema del rinnovamento della capitale, il presidente ha raggruppato un’ armata di sociologi, urbanisti e architetti per definire le linee del progetto. Ma che cos’è esattamente questa « Grande Parigi » ? Per il momento se ne discute. La nostra grande fucina londinese ad ogni modo sembra essere fonte d’ispirazione.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/./.img035_s.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una boccata d’ossigeno per Parigi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Grande Parigi è un’idea che Nicolas Sarkozy sta sbandierando da circa un anno. Parigi è una capitale dai confini amministrativi molto angusti. La maggiornaza della popolazione vive in periferia in una moltitudine di comuni di diverse dimensioni il cui lavoro è raramente coordinato. Il colmo se si conoscono le difficoltà di trasporti, di affitto e di integrazione degli abitanti dell’Ile de France.&lt;br /&gt;Constatazione obbligata, ci si agita a destra e a sinistra per difendere le diverse visioni del progetto che sembra raccogliere un consenso debole. A destra il senatore Philippe Dallier predica l’integrazione dei comuni limitrofi al comune di Parigi oltre al rappruppamento dei comuni limitrofi in uno solo, più potente e dalle competenze allargate. A sinistra Jean-Paul Planchou predica una migliore efficacia delle strutture esistenti e soprattutto della ragione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Siamo solo alle premesse di una vera azione concreta e concertata. Nel frattempo al di là della Manica, la Grande Londra è da molto tempo un simbolo di attrazione e dinamismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Londra città aperta, Parigi asfittica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Londra è il risultato di una costruzione urbana diametralmente opposta a quella di Parigi. Città aperta, ingloba un insieme di villagi che formano una vasta conurbazione.Questo perchè la Grande Londra è stata immaginata nel 1965, come autorità raggruppante i 33 « Boroughs » che la compongono. In questa zona non meno di 8 milioni di abitanti. Amministrativamente non esiste la città di Londra, ed è solo nel 2000 che è stata creata la carica di sindaco di Londra per dotare di una figura politica la Grande Londra.&lt;br /&gt;Parigi invece è un comune francese quasi come tutti gli altri. A parte gli « arrondissements » e il suo statuto di dipartimento, non dispone di nessuna struttura propria di una città metropolitana. Raggruppa solo 2 milioni di abitanti all’interno della « periferica »(grandi viadotti che delimitano la città ndt) una vera e propria barricata che la separa dalle famose « banlieues », luogo di residenza di altri 6 milioni di parigini per procura.&lt;br /&gt;La Grande Londra funziona come un piccolo governo, dai larghi poteri nel settore dei trasporti, delle abitazioni e della sicurezza. La metropolitana arriva a volte a coprire delle zone lontane fino a 30 km dal centro storico. A Parigi il sindaco ingaggia delle battaglie giuridiche interminabili per cercare di estendere la rete di Velib’ ad appena 2 km dai confini della città.&lt;br /&gt;Senza dubbio, una città delle dimensioni di Parigi perde molto tempo e denaro a restare soffocata da limitazioni amministrative obsolete e da un modo di gestione frammentato. Londra sembra respirare meglio, ma è davvero il modello perfetto ?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Londra non sarà mai Parigi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Conosciamo l’ammirazione del nostro presidente per la Gran Bretagna , senza dubbio guarderà con invidia a Londra la dinamica, dove fervono i nuovi progetti architettonici in vista dei giochi olimpici del 2012. Molte idee devono balenargli in mente quando rende visita ai suoi amici Tony e Gordon.&lt;br /&gt;Ma sebbene siano indispensabili dei cambiamenti strutturali, non ci prendiamo in giro. Parigi non sarà mai Londra. Nel suo scrigno storico, Parigi, al meno al centro, resterà una città rivolta verso il passato, simbolo del lusso e con un ritmo al rallentatore. Sarà sempre meno vibrante e meno cosmopolita di Londra, dimora di una popolazione meticcia e&amp;nbsp; spesso eccentrica.&lt;br /&gt;Speriamo che gli architetti della Grande Parigi sapranno preservare questa reatà. Il rinnovamento della capitale non deve passare per la cancellazione del suo fascino d’altri tempi nè per una pallida riproduzione della Grande Londra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Julien de Cruz&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Inchiesta sulla Natura e le Cause della Vita Mondana di uno Studente: Una Presentazione.</title>
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    <pubDate>Sat, 05 Apr 2008 20:37:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non c’è niente di più spaventoso di dover parlare in pubblico, specialmente se bisogna farlo in francese che ancora, dopo sei mesi di duri sforzi, non è la mia lingua madre. Questa settimana ho avuto il mio battesimo del fuoco – il mio primo exposé en oral, ovvero una presentazione. Che ha anche testato quanto avessi assorbito le regole d’oro della méthode francaise.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Chroniques/ClassroomOK.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Alla Sorbona, ogni corso prevede un’ora di cours magistral , ovvero una lezione tenuta da un docente e due ore di travail dirigé , che è un corso che si tiene in gruppi più ristretti ed ha lo scopo di approfondire gli argomenti, con un approccio più interattivo. Beh, se fosse così, sarebbe troppo bello per essere vero. Quello che accade in realtà è che ogni studente sceglie un argomento su cui fa una presentazione, il che vuol dire altre due ore di lezione per corso a settimana. In sei mesi ne ho dovute affrontare non poche e la méthode francaise con il ritornello costante “la première grande partie, la première sous-partie, la deuxième sous-partie, la deuxième grande partie etc etc ” (primo paragrafo, primo sottoparagrafo, secondo sottoparagrafo, secondo paragrafo, etc.) ha cominciato a suonare un po’ come una preghiera dell’era Carolingia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lezione n. 1: Non così&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La qualità delle presentazioni è stata variabile. La maggior parte delle volte gli exposés sono molto noiosi perchè gli studenti si limitano a leggere i propri appunti. Qualche volta, però, l’oratore fa credere che si preannunci un argomento interessante, introduce il tema procedendo a una velocità ragionevole. Poi, proprio quando inizi a cullarti nell’illusione che stai per assistere a una presentazione accettabile, ecco che il tuo compagno allunga le mani, afferra la sua pila di appunti e attacca a leggere alla velocità della luce. E’ quella che si chiama un’esperienza di pre-morte: nomi, immagini, date ti scorrono davanti trasformandosi in lettere e numeri senza alcuna logica. Ma, se dopo mezz’ora sei ancora abbastanza cosciente da riuscire ad uscire dall’aula, allora puoi star certo che saprai sopravvivere a qualunque cosa.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lezione n. 2: Così&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che quando tutto questo viene fatto in lingua straniera e rimani lì a fissare la persona che parla senza capire una parola di quello che sta dicendo, inizi a fare molta attenzione ad altre cose. Ad esempio, io mi preoccupo soprattutto dell’articolazione delle parole. La maggior parte degli studenti si mette a borbottare per 30 minuti, senza che si riesca a capire quando finisce una frase e ne inizia un’altra. Così, quando è venuto il mio turno, ho fatto in modo di pronunciare O-G-N-I P-A-R-O-L-A chiaramente. Di conseguenza, probabilmente sembrava che stessi leggendo a un gruppo di pensionati mezzo sordi, dimostrando poco rispetto per le orecchie del mio pubblico attento.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;In secondo luogo, ogni presentazione segue uno schema e la maggioranza degli studenti lo scrive sulla lavagna. Ed è lì che si può osservare l’effetto dello sviluppo della tecnologia informatica e del nostro continuo scrivere al computer: non si riesce a leggere la scrittura a mano. Di conseguenza, ho deciso di risparmiare ai miei compagni la fatica di decifrare i miei scarabocchi e l’ho quindi stampato preventivamente e poi distribuito in classe. In questo modo ognuno poteva guardarlo e fare una faccia interessata mentre disegnava fiorellini accanto ai miei paragrafi e sottoparagrafi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conclusione: perchè seguiamo le lezioni?&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Qual è il segreto? Cosa ci spinge a trascinarci giù dal letto alle sette del mattino? E’ la reprise, quel momento magico in cui lo studente termina la sua presentazione, il professore riconquista il palco e riempie gli spazi fra una presentazione e l’altra. Così si riscopre il valore dell’essere studenti e ci si sente incredibilmente motivati. Sfortunatamente l’effetto svanisce in fretta, c’è sempre un altro studente che aspetta il proprio turno per condurci verso una nuova avventura intellettuale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad essere davvero onesta, a volte le presentazioni sono davvero valide, è un piacere ascoltarle e osservare che la nostra generazione non è del tutto perduta ed ha le competenze per prendere il posto dei nostri padri. E comunque ti senti ancora più forte quando sei tu a parlare e riesci a portare a termine il compito con successo, ossia senza che nessuno abbia fiatato o russato per mezz’ora. E’ finita e sai che non dovrai più infliggere un simile tormento ai tuoi compagni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soili Semkina&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Témoignage: Parigi, 16/03/2008, Salon du Livre.</title>
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    <pubDate>Tue, 01 Apr 2008 08:46:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Pioggia su Parigi. Cronaca di un attentato mancato.&lt;/p&gt;

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&lt;p&gt;F. A.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Lontano dall’Eurovisione</title>
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    <pubDate>Mon, 24 Mar 2008 16:00:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://farm2.static.flickr.com/1185/1417268587_5e4c7b6063.jpg?v=0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Cannes, fine gennaio. Ogni anno, nello stesso periodo, si rinnova l’appuntamento con il MIDEM, il mercato discografico internazionale dove i contratti si firmano on the spot e i produttori di tutto il mondo arrivano per cercare la perla rara.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Meno conosciuti, invece, sono gli European border breakers award, che la Commissione Europea organizza da circa dieci anni proprio in collaborazione con il settore discografico per promuovere gli artisti al di fuori dei confini nazionali. Dopo aver scoperto il gruppo Tokio Hotel nel 2007, il cantante Corneille nel 1995 o – la ormai first lady francese- Carla Bruni nel 2004, quest’anno il premio è andato alla cantante tedesca Ayo. Che da sola è già un vero melting-pot.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dalla Nigeria alla Germania via Parigi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nata negli anni ’70 vicino a Colonia, oggi abita a Londra ed è prodotta da Polidor France: Ayo rappresenta l’Europa del XXI secolo, che ignora le frontiere e vuole lanciare la sua musica in tutto il mondo. «&amp;nbsp;Mia madre è gitana e mio padre è emigrato dalla Nigeria in Germania, è per questo che non riesco proprio a stare ferma », confessa la cantante al sito &lt;a href=&quot;http://www.lemague.net/dyn/spip.php?article2270&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;Le Mague&lt;/a&gt;. «&amp;nbsp;Spero di poter vedere quanti più paesi possibile. Adoro viaggiare e scoprire culture diverse.» La musica non avvicina forse i popoli? Attenta Eurovisione&amp;nbsp;!&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Traduzione di Saveria Arma&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Foto&amp;nbsp;:  Alain DELPEY/FlickR&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.european-border-breakers.eu/index.html&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;European border breakers awards&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;-Johara BOUKABOUS&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Auto in città : alto là !</title>
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    <pubDate>Mon, 17 Mar 2008 13:55:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E’ la bestia nera di tutti gli amministratori locali europei. Un tempo simbolo di libertà e di indipendenza, l’automobile, perchè è di lei che si tratta, è ormai nel mirino di ogni politico che si rispetti. Soprattutto nelle grandi città. &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Embouteillage__Paris__Bernard_Laguerre__FlickR.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Nel settembre del 2005, Londra è stata la prima megalopoli a dotarsi di
un pedaggio chiamato &lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://fr.wikipedia.org/wiki/P%C3%A9age_urbain_de_Londres&quot;&gt;London congestion charge&lt;/a&gt;. Tutti i
veicoli devono sborsare £8 (cioè €10,70) per entrare in centro città
dalle 7 alle 18, dal lunedì al venerdì.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Politica “autofobica” in tutta Europa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ken Livingstone, sindaco laburista della capitale britannica e istigatore di questa caccia alle quattro ruote, non ha intenzione di fermarsi qui. Presto entrerà in vigore una tassa di 200 sterline (€268) per i mezzi pesanti più inquinanti. Inoltre, i camion di più di 12 tonnellate non in regola con le norme ambientali europee dovranno pagare una tassa di £1000 (€1340). E questa politica “autofobica” sembra trovare degli emuli in tutta Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad esempio in Germania, dove dopo Berlino, Colonia e Hannover, sarà il turno di Stoccarda, e ben presto di altre 20 città, di ridurre il traffico urbano. Grazie a degli adesivi verdi, gialli e rossi a seconda del grado di emissioni di CO2 del veicolo. All’inizio di quest’anno, per volere del sindaco di Milano, Letizia Moratti, è stato lanciato il sistema ECOPASS, che dà diritto a chi possiede le auto meno inquinanti di entrare nel centro del capoluogo lombardo in certe fasce orarie (dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 19.30), il tutto sotto il controllo della polizia e delle videocamere.&lt;br /&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E Parigi ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Alla vigilia delle elezioni municipali in Francia, i candidati sindaci di Parigi hanno scoperto le proprie carte. La squadra di Bertand Delanoë (Partito socialista) non vuole accontentarsi dell’effetto Velib. Oltre al potenziamento del trasporto pubblico, il sindaco attualmente in carica ha rivelato uno dei suoi progetti principali : &lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://bertranddelanoe.net/vlog-paris/le-projet-2008-2014/6-defis-prioritaires-pour-paris/la-nouvelle-donne-des-deplacements-libre-choix-pour-circuler-propre/&quot;&gt;l’autolib&lt;/a&gt;, ossia delle rimesse di piccole vetture elettriche. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Françoise de Panafieu (UMP), sostiene il progetto &lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://www.panafieu2008.fr/content/view/86/&quot;&gt;Métrophérique &lt;/a&gt;della RATP. Per migliorare la circolazione fra Parigi e la Banlieue, è allo studio una circonvallazione sotterranea per collegare tutti i capolinea delle metropolitane. La candidata di destra si è anche dichiarata favorevole alla costruzione di autostrade nell’ Île-de-France, ma auspicherebbe prima « una consultazione popolare regionale sulla questione del pedaggio urbano ». &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ da parte dei &lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://www.denisbaupin.fr/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=428&amp;amp;Itemid=33&quot;&gt;Verdi &lt;/a&gt;che si sentono i discorsi più radicali. Denis Baupin, capolista e attuale vice sindaco di Parigi con delega ai trasporti e alla circolazione, si impegna a « far diventare a pagamento il Periphérique e le autostrade dell’Île-de-France » , i cui pedaggi serviranno a finanziare i trasporti pubblici della regione. &lt;br /&gt;Una cosa è certa : l’automobile è diventata all’unanimità politicamente scorretta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Johara BOUKABOUS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione : Laura Bortoluzzi&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Henri Guaino é un euroscettico ?</title>
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    <pubDate>Sat, 15 Mar 2008 13:11:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il consigliere speciale di Nicolas Sarkozy non rinnega la sua reputazione di euroscettico. Tale situazione suscita un certo allarme nei dirigenti europei, consapevoli che fra tre mesi la Francia assumerà la presidenza di turno dell’Unione Europea.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Alcuni considerano il superconsigliere di Nicolas Sarkozy come il garante del no del capo dello Stato che ha « votato si’ al trattato costituzionale » e « eletto da un paese che ha votato no ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dubbi espressi da Henri Guaino sull’Europa non sono recenti. Il fervente oppositore del trattato di Maastricht li ha già esposti nel lontano 1999 nel dialogo con Daniel Cohn Bendit « La France est-elle soluble dans l’Europe » e nel saggio pubblicato l’anno seguente&amp;nbsp; « L’étrange renoncement ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin dall’arrivo al potere di Nicolas Sarkozy pero’, gli attacchi di Henri Guaino contro la Banca Centrale Europea o contro la politica europea sulla libera concorrenza – espressi in un’intervista concessa al Financial Times (10-12-07) – fanno scintille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa non va in Europa ?&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Al summit europeo tenutosi nel giugno 2007, Henri Guaino, puntando il dito contro la Commissione Europea, ha affermato : “Voi non capite che un giorno tutto questo marchingegno crollerà ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, nel suo&amp;nbsp; «La France est-elle soluble dans l’Europe », Guaino afferma di non credere nel progetto europeo cosi’ com’è. Ritiene che « il grande progetto politico ha dato vita a un mostro burocratico che cura solo i propri interessi ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottolineando l’assenza di una dimensione politica in Europa, aggiunge : « abbiamo costruito un sistema che é solo un gioco di potere tra burocrazie che non rendono conto a nessuno ». Sono queste delle critiche spesso mosse anche da altri. Ma quel che é più grave in Henri Guaino é che non vede nulla di buono nell’Unione Europea nella sua attuale impostazione,&amp;nbsp; tutto dovrebbe essere ripensato ex-novo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’Unione Europea vista come una minaccia per la nazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le posizioni di Guaino trovano spiegazione nel suo credo incrollabile nello stato repubblicano e nella sovranità nazionale. Pertanto vede l’Europa come una minaccia, una « spinta volta a liquidare il modello repubblicano ». Sostiene che « non si costruirà niente sull’espropriazione forzata della cultura e del destino di ogni popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio’ spiega anche il suo rifiuto per l’indipendenza della Banca Centrale Europea. Non si sente nemmeno più legato agli impegni europei presi dalla Francia all’adozione dell’euro. In effetti, ha spiegato al Financial Times, la Francia non aveva&amp;nbsp; alcuna intenzione di ridurre la spesa pubblica a breve termine. E’ cosi, non bisogna rispettare alcun impegno budgetario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Levata di scudi tedesca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il dialogo euro-mediterraneo non risolve niente. Al contrario, crea una linea di frattura tra il Nord e il Sud » spiega Henri Guaino in « La France est-elle soluble dans l’Europe ». Henri Guaino ardente difensore dell’Europa mediterranea schierato con Nicolas Sarkozy ? Si’, si’. Ma per difendere il progetto dell’unione mediterranea ha cambiato contenuto. Ora si parla di Unione Mediterranea, l’ira tedesca sulla questione sembra influenzare la Francia e anche i suoi elementi euroscettici…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione di Anna Maria Sarcina&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Simone Veil : une vita europea</title>
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    <pubDate>Tue, 05 Feb 2008 10:06:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Jean-Séb 2.0</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;strong&gt;Potrà dire di aver vissuto tutto dell’Europa. Dagli anni più bui, alle riunificazioni tanto attese dal vecchio continente. Simone Veil, primo presidente del Parlamento europeo dal 1979 al &lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;st1&quot; /&gt;&lt;st1:metricconverter w:st=&quot;on&quot; ProductID=&quot;1982, ha&quot;&gt;1982, ha&lt;/st1:metricconverter&gt; appena pubblicato la sua autobiografia. Il bilancio di una vita animata dai più svariati contrasti arriva al momento giusto, perchè Madame Veil ha l’aura di un saggio in Francia. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 0 auto&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/simone_veille3.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;Sopravvisuta, durante &lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;st1&quot; /&gt;&lt;st1:PersonName w:st=&quot;on&quot; ProductID=&quot;la Seconda Guerra&quot;&gt;la Seconda Guerra&lt;/st1:PersonName&gt; Mondiale, ad Auschwitz, dove è stata deportata con la madre e Madeleine – affettuosamente soprannominata Milou – una delle sue sorelle, Simone Veil avrebbe potuto rinunciare a questo continente che aveva tanto maltrattato lei e la sua famiglia. Nel 1945 &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;«&amp;nbsp; io e le mie sorelle eravamo vive, ma come molte altre, la famiglia Jacob&lt;/em&gt; [NDLR&amp;nbsp;: il nome da nubile di Simone Veil] &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;aveva&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;pagato&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;un pesante tributo alla follia nazista. Ben presto, abbiamo capito che non avremmo più rivisto nè Papà, nè Jean&lt;/em&gt; [il fratello]&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;. Milou, ridotta uno scheletro, piena di foruncoli, era terribilmente debilitata dal tifo&amp;nbsp;»&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;o&quot; /&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;«&amp;nbsp;L’atteggiamento reazionario di alcuni giudici&amp;nbsp;»&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;Contro ogni speranza, le vita ricomincia e Simone si iscrive all’Istituto di Studi Politici e poi alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Panthéon-Assas a Parigi. Le sue prime missioni come magistrato si occuperanno del miglioramento della vita carceraria in Francia. Ed è nel 1974 che Simone Veil entra a pieno titolo nella vita politica francese. Jacques Chirac, allora Primo Ministro di Valérie Giscard d’Estaing, le affida il Ministero della Sanità. Il progetto più importante a cui deve mettere mano&amp;nbsp;: la legalizzazione dell’IVG (Interruzione volontaria di gravidanza). &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;«&amp;nbsp;Da anni ero sensibile al problema dell’aborto; non solo come donna, ma anche come magistrato. Come la maggior parte delle mie colleghe, ero sconvolta dai drammi di cui venivo a conoscenza. E poi mi scioccava l’atteggiamento particolarmente reazionario di alcuni giudici […] che si accanivano a perseguire i medici che avevano praticato aborti, per interdirli a vita dall’esercizio della professione&amp;nbsp;»&lt;/em&gt; L’anno seguente, dopo vari tumulti e un memorabile discorso di fronte all’Assemblea Nazionale, viene adottato il testo sulla legalizzazione dell’IGV. Ma questa donna d’origine nizzarda ha altre ambizioni. Non per sé e la sua carriera, ma per &lt;st1:PersonName w:st=&quot;on&quot; ProductID=&quot;la Francia&quot;&gt;la Francia&lt;/st1:PersonName&gt; e la sua famiglia del cuore&amp;nbsp;: l’Europa. «&amp;nbsp;…dal momento in cui ha iniziato a delinearsi la prospettiva della prima elezione a suffragio universale diretto del Parlamento europeo […] ho colto al volo l’occasione. Oltre ad avvertire un certo bisogno di cambiamento, sentivo di non poter più andare avanti.» &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;Bisogno di unità europea&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;Per tre anni, questa europea di lunga data si è impegnata a riformare il funzionamento dell’UE: budget, voto, diplomazia, Simone Veil ha saputo prevedere le prove che avrebbe dovuto affrontare l’Unione Europea.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;«&amp;nbsp;…sul piano diplomatico, l’Europa ha più che mai bisogno di unità a fronte delle tensioni internazionali e la crisi irachena ha tragicamente dimostrato quanto le sia sempre risultato difficile parlare con una sola voce e di conseguenza farsi capire.» Il vecchio continente, è vero, ha visto di peggio. Due guerre falcidianti, un muro che l’ha divisa&amp;nbsp;: il futuro non è così nero come alcuni ripetono. Perchè &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;«&amp;nbsp;è qui&lt;/em&gt; [in Europa]&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;, dove è stato perpetrato il male assoluto, che deve rinascere la volontà &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di un mondo fraterno, un mondo fondato sul rispetto dell’uomo e della sua dignità.&amp;nbsp;»&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;ins&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;Une vie&lt;/span&gt;&lt;/ins&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;. Simone Veil (Autobiografia pubblicata da Edizioni Stock) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;-Johara BOUKABOUS&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;mso-ansi-language: IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Lo show parigino di Gheddafi</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/12/30/Lo-show-parigino-di-Gheddafi</link>
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    <pubDate>Sun, 30 Dec 2007 15:12:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;st1:date year=&quot;2007&quot; day=&quot;10&quot; month=&quot;12&quot; ls=&quot;trans&quot; w:st=&quot;on&quot;&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;10/12/2007&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/st1:date&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;, Aeroporto di Orly&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt; – Occhiali scuri, capelli
impomatati, una sagoma spunta fuori dal jet privato appena atterrato. Dietro il
balletto delle sue guardie del corpo, si scorge appena l’uomo che si infila
dentro una lunga limousine bianca. Viso senza età, gonfiato dal botox, capelli corvini,&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;non si tratta tuttavia di un vecchio
cantante stanco, ma di Mouammar Gheddafi, la Guida della Rivoluzione Libica, in
visita ufficiale a Parigi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Gheddafi sfrutta la tempesta politico-mediatica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Ancor prima di aver
piantato la sua tenda nei giardini di palazzo Marigny, il colonnello Gheddafi
fa già soffiare un vento di panico dentro il governo francese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Le clamorose
dichiarazioni del giovane segretario di Stato per i diritti umani, Rama Yade,
che ha accolto il suo arrivo dichiarando alla stampa che la Francia non è “uno
zerbino sul quale un leader, terrorista o meno, può venire a pulirsi i piedi
del sangue dei suoi crimini”, o quelle del Ministro degli esteri Bernard
Kouchner, che ha salutato la “fortunata coincidenza” che lo ha trattenuto a
Bruxelles la sera del ricevimento di benvenuto della Guida, alimentano la
polemica e trascendono la spaccatura destra/sinistra della scena politica
francese. Una polemica che rispecchia abbastanza bene il sentimento di disagio dei
francesi (l’80% della popolazione dichiara di condividere l’opinione di Rama
Yade) dinnanzi a un tale dispiego di fasti e onori repubblicani per un leader
che, fino a ieri, era il nemico pubblico n. 1.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;A Parigi Gheddafi
terrorizza il capo del protocollo dell’Eliseo con 1001 capricci, accusa la
Francia di maltrattare gli immigrati davanti a una platea dell’UNESCO
sbalordita, e nega di aver avuto la benché minima conversazione con Nicolas
Sarkozy a proposito di diritti umani, sottintendendo che il Presidente avrebbe
mentito. Al contrario delle carceri libiche, l’incoerenza e il ridicolo non
uccidono. E’ ospite della Francia e ha intenzione di godersi con comodo il suo soggiorno:
bateau mouche, visita al Louvre e alla Galleria degli Specchi a Versailles. Il
governo sembra contare i giorni che mancano alla sua partenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Dalla realpolitik della Francia…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Bisognava ricevere
il Colonnello Gheddafi? Questa visita strappata durante i negoziati per la
liberazione delle infermiere bulgare la scorsa estate suscita mille
indignazioni nel “paese dei diritti umani”. La storia del dittatore pentito e
assolto dai suoi pari è tuttavia un ritornello classico. Il Presidente
Mitterrand, che aveva incontrato Gheddafi a Creta nel 1984, diceva: “Se
ricevessimo solo i democratici e le persone che ci piacciono, saremmo molto
soli”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;L’idea della mano
tesa a colui che “imbocca alla fine la strada della democrazia”, fortemente
difesa da Sarkozy, è lodevole. Michel Charasse, ex consigliere di François
Mitterrand ha anch’egli difeso l’atteggiamento del Presidente Sarkozy,
dichiarando che “ciò che conta in politica estera sono i piccoli passi verso la
libertà”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;La Francia avrebbe
dunque più difficoltà degli altri paesi ad accettare le regole del gioco
diplomatico? La visita di Gheddafi in Spagna, questa settimana, non ha
suscitato nessuna ondata di proteste. Perché la pillola sembra così amara per i
francesi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Innanzitutto perché
è difficile credere alla veridicità dello slancio democratico avviato dalla
Guida in un paese dove non esistono partiti politici, elezioni, e dove le
violenze contro gli immigrati (la Libia non ha firmato la convenzione di
Ginevra del 1951 sui rifugiati) sono denunciate da anni da Human Rights Watch o
Amnesty International. Gli ci vorrà ben più che gli assegni alle vittime degli
attentati del DC10 e di Lockerbie per risultare credibile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Inoltre, le
reazioni francesi sono sintomatiche di un riflesso auto difensivo di fronte
all’importante &lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;svolta fatta da N.
Sarkozy per la conduzione di una politica estera pragmatica dove i risultati
(la liberazione delle infermiere bulgare, i miliardi di euro di contratti
commerciali firmati, la costruzione di un’Unione Mediterranea, etc.) contano
molto più dei mezzi utilizzati. Il concetto non è nuovo, ma la realpolitik di
Nicolas Sarkozy è così semplicistica da essere imbarazzante. D’accordo ricevere
Gheddafi, ma probabilmente ci saremmo potuti risparmiare il tappeto rosso. Fra
tendere una mano e ricevere un dittatore come fosse un amico con tutti gli
onori della Repubblica c’è una differenza tutt’altro che simbolica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;…a quella della Libia!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Ad un’analisi più
accurata, ciò che il soggiorno europeo di Gheddafi ha permesso di mettere in
luce è la volontà della Guida libica di avvicinarsi alle democrazie
occidentali, senza tuttavia aver l’aria di volersi a queste sottomettere. Dopo
gli attentati dell’&lt;st1:date year=&quot;2001&quot; day=&quot;11&quot; month=&quot;9&quot; ls=&quot;trans&quot; w:st=&quot;on&quot;&gt;11
settembre 2001&lt;/st1:date&gt;, Gheddafi ha capito che il primo pericolo che deve
affrontare sul suo territorio è l’avanzata dell’estremismo islamista. Ha optato
per un reale cambiamento di strategia, iniziando a collaborare alla lotta
contro il terrorismo e abbandonando il suo programma sulle armi di distruzioni
di massa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Buoni propositi che
non potrebbero però fare a meno di riscontri tangibili. I mesi a venire saranno
decisivi per stabilire se la Francia ha avuto ragione – secondo la formula di
B. Kouchner – ad accettare la “scommessa” dell’evoluzione positiva del regime
libico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Se no i francesi
dovranno vivere a lungo con l’amaro in bocca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;Laura Sevenier&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;Traduzione : Laura Bortoluzzi&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/12/30/Lo-show-parigino-di-Gheddafi#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>Rock francese… in inglese !</title>
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    <pubDate>Wed, 26 Dec 2007 23:24:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Sin dalle prime note, le influenze saltano all’orecchio, evidenti. &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-US&quot;&gt;David Bowie, The Who, The Cure, U2 o gli Smiths. &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Fanno un rock leggero e trascinante. Alcuni arrivano ad aggiungere un piccolo tocco rabbioso o triste che da solo può dare profondità alla musica. La maggior parte ha al seguito un piccolo gruppo compatto di fan, la cui giovane età fa da scusante ai jeans aderenti e alla frangia, portati sistematicamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Sapevamo da tempo che i francesi sapevano fare musica in inglese e farsi ascoltare all’estero. Ma questo fenomeno veniva troppo spesso riferito solo alla musica elettronica, il famoso “French touch”, e ad artisti come Air, Daft Punk o più di recente Justice. E il rock francese allora?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: purple&quot;&gt;&lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;o&quot; /&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Ebbene, il problema è che ancora oggi il rock francese si canta in francese. Di fronte alla tradizione nazionale del rock-poesia, schiacciati dal monumento Noir Désir, molti rocker francesi di adesso, con i loro riferimenti pressoché esclusivamente anglosassoni, fanno fatica a ritagliarsi il proprio spazio. Poco ascoltati nel proprio paese, all’estero non hanno la credibilità che può dare il semplice fatto di essere cittadini britannici. Le belle eccezioni Phoenix e Tahiti 80 non fanno che confermare la regola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: purple&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Nei reparti dei negozi di dischi, il rock francese cantato in inglese è classificato sotto la prestigiosa definizione di «&amp;nbsp;rock indé&amp;nbsp;» (dove «&amp;nbsp;indé&amp;nbsp;» sta per “indépendant”, indipendente). Ma se per gruppi come Radiohead, Arcade Fire, Arctic Monkeys o i defunti Libertines, il termine è sinonimo di libertà musicale, in Francia “indé” fa rima talvolta con marginalità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Ma non importa,loro suonano lo stesso! In un mercato discografico moribondo, l’unica soluzione è di girare, fare date su date, in continuazione. E alla fine questo paga! La scena rock francese esiste eccome, ed è pronta a conquistare il mondo! Piccola selezione totalmente soggettiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;COLOR: purple&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Rhesus&lt;/em&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/rhesus.jpg&quot; /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Cominciamo dagli ormai inevitabili Rhesus et Stuck in the Sound. Pop, folk e anche un po’ di soul, ci si può trovare di tutto. Ma il loro meglio lo danno nel rock diretto e senza complessi. Se volete divertirvi un po’, i buffi &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Sly and the Gayzo ancora gli Hey Hey My My incanteranno le vostre orecchie. Agli animi sensibili piacerà il registro più dolce e sottile di Syd Matters. Mi piacciono molto anche i Pull, con le loro canzoni semplici e brevi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;em&gt;Staircase&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/staircase.jpg&quot; /&gt;E per finire, il mio preferito, l’outsider Staircase Paradox. Molto rock e molto pop al tempo stesso e soprattutto un suono più dark che non può che sedurre un figlio degli anni ’90 come me!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Sbrigatevi a scoprirli&amp;nbsp;!&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;P.S.&amp;nbsp;: tutti i link sottostanti portano alle pagine di Myspace di questi gruppi, buon ascolto&amp;nbsp;!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot; style=&quot;COLOR: purple&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Siti Myspaces&amp;nbsp;:&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Rhesus&amp;nbsp;: &lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/rhesusmusic%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;http://www.myspace.com/rhesusmusic&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Stuck in the sound&amp;nbsp;: &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/stuckinthesound%20%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;http://www.myspace.com/stuckinthesound&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Sly and the Gayz: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://myspace.com/slyandthegayz&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;COLOR: windowtext&quot;&gt;myspace.com/slyandthegayz&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Hey Hey My My: &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/heyheymymyband%20%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;http://www.myspace.com/heyheymymyband&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Syd Matters: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/sydmatters%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;http://www.myspace.com/sydmatters&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Pull&amp;nbsp;: &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/pullorchestra%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;http://www.myspace.com/pullorchestra&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Staircase Paradox&amp;nbsp;:&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Verdana&quot;&gt; &lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/staircaseparadox%20%20&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;http://www.myspace.com/staircaseparadox&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Alexis Brunelle&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Traduzione Laura Bortoluzzi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
  <item>
    <title>Grande concorso della Parigina</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/12/20/Grande-concorso-della-Parigina</link>
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    <pubDate>Mon, 24 Dec 2007 19:21:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;h1&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Per celebrare la partenza del Colonnello Gheddafi, &lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;st1&quot; /&gt;&lt;st1:PersonName w:st=&quot;on&quot; productid=&quot;la Parigina&quot;&gt;la Parigina&lt;/st1:PersonName&gt; di Café Babel organizza un grande concorso per i suoi cari lettori! &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;h1&gt;&amp;nbsp;&lt;/h1&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Come lo sapete tutti, Muammar Gheddafi è: un leader autoproclamato del mondo arabo, una visita che costa 10 miliardi di euro, e un rispetto per il meno instabile dei Diritti dell'uomo. Ma Gheddafi è anche: un culto della personalità da far impallidire Mick Jagger, un'ideazione molto... personale dell'habitat e della decorazione e un gusto molto sicuro nel scegliere la sua guardia del corpo... In definitiva, Gheddafi è la rock star delle relazioni internazionali!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;o&quot; /&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Allora la Parigina vi domanda: sulla foto che segue, a quale star vi fa pensare il Colonnello ?&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 0 auto&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Kadhafi.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://farm3.static.flickr.com/2298/2103469603_539e04ac37.jpg?v=0&quot;&gt;http://farm3.static.flickr.com/2298/2103469603_539e04ac37.jpg?v=0&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Noi redattori della Parigina abbiamo già un'idea, ma aspettiamo le vostre. I commenti migliori, più divertenti o più orginali vinceranno la nostra stima per sempre! &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;Alexis Brunelle&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;o:p&gt;Traduzione : Sophie Janod&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
  <item>
    <title>Club Internazionale dei Giovani a Parigi</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/27/Club-Internazionale-dei-Giovani-a-Parigi</link>
    <guid isPermaLink="false">urn:md5:ba8c2ae99ea277d7935c1d65460764eb</guid>
    <pubDate>Fri, 30 Nov 2007 19:58:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/logo_cijp.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Il Club Internazionale dei Giovani a Parigi è
un'associazione mirata ai giovani di tutto il mondo che vivono a Parigi.
Destinato a favorire gli scambi e a tessere nuove amicizie nella capitale, il
Club permette a quelli appena arrivati di scoprirla attraverso attività e
uscite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Ogni mese il programma delle attività pu&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;ò&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt; essere trovato sul
sito Internet, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.club-international.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;www.club-international.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;: visite di quartieri, gite, scoperte gastronomiche,
atelier di conversazione e scambi linguistici, visite di monumenti, mostre e
spettacoli, uscite...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Animato da volontari, il club è il luogo perfetto per
incontrare persone di tutte nazionalità in un ambiente aperto alla discussione,
e quindi arricchire il soggiorno a Parigi dividendo molte esperienze con altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot;&gt;Guillaume De Pauw&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot;&gt;Traduzione Sophie Janod&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
  <item>
    <title>« Non avete niente contro i giovani ? »</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/20/Non-avete-niente-contro-i-giovani</link>
    <guid isPermaLink="false">urn:md5:0e385797d3934743ce20c1c53623d767</guid>
    <pubDate>Tue, 20 Nov 2007 17:23:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Ditemmi, conoscete quest episodio
di &lt;span class=&quot;yshortcuts&quot;&gt;South Park&lt;/span&gt; dove Cartman decide di dimostrare
che l’11 settembre è infatti una cospirazione del governo degli
Stati-Uniti&amp;nbsp;? Alla fine, se rendono conto che infatti non c’è una
cospirazione, ma che il governo fa in modo che ci crediamo, perchè cosi
mantiene l’idea che controlla le cose, che ha potere, mentre invece non ha
controllo su niente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;E un pò la stessa cosa con la
destra francese al potere dal 2002. Preferiscono farci credere che sono cattivi
capitalisti allegati al padronato piuttosto che lasciarci scoprire la terribile
verità&amp;nbsp;: non capiscono niente a quello che stanno facendo…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Prendete gli scioperi degli
studenti per esempio. Ok, siamo tutti d’accordo, la legge sull’autonomia è un
pretesto, è sopratutto un modo per i sindacati di studenti di insistere dopo la
crisi del CPE. E funziona&amp;nbsp;! Perchè&amp;nbsp;? Perchè gli studenti sono ancora
angosciati per il loro futuro. Perchè hanno l’impressione che il mercato del
lavoro è una specie di cittadella imprendibile. All’epoca del CPE, il governo
diceva che in realtà lo scopo era di aiutare l’impiego dei giovani, favorire il
loro inserimento, e tutti quanti. Non era tutto falso, pero non se la sono
cavata bene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Riprendiamo&amp;nbsp;: cosa è successo
prima delle manifestazioni contro il CPE&amp;nbsp;? Le manifestazioni dei
tirocinanti&amp;nbsp;! Quindi al momento al quale parliamo d’impieghi precari, si
annuncia una misura che sembra rendere i giovani ancora più precari&amp;nbsp;!
Bravi…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Allora cosa avrebbero dovuto
fare&amp;nbsp;? Affrontare i due problemi simultaneamente, moi capitano! Fare un
annuncio raggruppato. Da un lato, si crea il CPE, che rendre flessibile
l’impiego dei giovani. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Dall’altro, si rafforza lo statuto dei tirocinanti. E per questo,
bisogna essere preciso:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Si impone
un salario minimo, 50% dello SMIC, dal primo mese di stage.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Si registra
I contratti di stage all’Ispettorato del Lavoro, che può assicurarsi che un
impiego non è continuamente dato a dei tirocinanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 36pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;In compenso, si esenta le rimunerazioni di
stage da oneri sociali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Queste misure sono in particolare
difese dall’UNEF (uno dei sindicati di studenti principale in Francia), che non
dice solo stronzate…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Quindi, CPE + rientranza dello
stage, dove ci porta&amp;nbsp;? A ridurre l’abisso tra gli studi e il lavoro, tra
quello che dipende dalla formazione e quello che dipende dal lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Olivier Blanchard, economista, ha
ben analizzato il mercato del lavoro europeo e sopratutto quello francese
dimostrando che quello era «&amp;nbsp;dual&amp;nbsp;», cioè che oppone dei lavori molto
protetti, in particolare il contratto a durata indefinita francese, e dei
lavori precari, stage, contratti brevi, ecc.. (vedere un bel libro&amp;nbsp;: &lt;em&gt;L’&lt;span class=&quot;yshortcuts&quot;&gt;Europe&lt;/span&gt; déclassée&amp;nbsp;?&lt;/em&gt;, Blanchard, Pisani-Ferry,
Wiplosz, Flammarion 2005)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Con
queste misure, si avrebbe ridotto il dualismo &lt;st1:State w:st=&quot;on&quot;&gt;del&lt;/st1:State&gt;
mercato &lt;st1:State w:st=&quot;on&quot;&gt;del&lt;/st1:State&gt; lavoro, trasformato lo stage in
una vera introduzione al mondo &lt;st1:State w:st=&quot;on&quot;&gt;&lt;st1:place w:st=&quot;on&quot;&gt;del&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:State&gt;
lavoro e sopratutto valorizzato i giovani laureati. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Ma non l’abbiamo fatto, abbiamo preferito rimandare la
riforma alle calende greche. Alcuni dirono che alla fine i gruppi economici non
tenevano molto al CPE e che la destra le ha servito la zuppa. Possibile. Ma
credo che non si tratti di compromissioni. E sopratutto una vera mancanza
d’immaginazione e di creatività. E questo è molto più serio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
Alexis Brunelle / Traduzione : Sophie Janod&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/20/Non-avete-niente-contro-i-giovani#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>L'Europa divide ancora il Partito Socialista: Atto II</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/09/LEuropa-divide-ancora-il-Partito-Socialista%3A-Atto-II</link>
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    <pubDate>Fri, 09 Nov 2007 18:45:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Martedì 6 novembre sarà conosciuta la
posizione del Partito Socialista a proposito del trattato semplificato adottato
a Lisbona. Se riserva ancora la sua risposta, è perchè da due anni l'Europa è
diventata un soggetto tabù con il fallimento del referendum sulla Costituzione
Europea.&lt;br /&gt;Ogg&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt; non è tanto il tenore ma piuttosto la forma che da fastidio a alcuni
socialisti, Nicolas Sarkozy avendo deciso di ratificare il trattato di Lisbona
nel Parlamento. Quindi, solo Jean-Luc Mélenchon potrebbe votare mentre altri
come Laurent Fabius s'indignano del fatto che il nuovo testo non sia presentato
al voto dei francesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/PS.png&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Reciterà di nuovo il Partito Socialista
francese la tragicommedia che l'aveva mostrato farsi a pezzi a proposito della
questione europea nel 2005? Niente è meno sicuro, tanto le ferite sembrano
ancora aperte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;François Hollande l'ha capito, perciò, senza
ottenere un compromesso durante il Bureau National del 23 ottobre, ha preferito
rimandare la decisione al martedì 6&amp;nbsp; novembre. All'inizio il futuro
ex-primo segretario del Partito Socialista ha considerato la soluzione
dell'astensione. Poi, vista la pressione dei partigiani del si, rinforzati dal
&quot;transfuga&quot; di Vincent Peillon, che defendeva ardentemente il no due
anni fa, François Hollande ha dichiarato che voterebbe in favore del si. Ha
concedito che &quot;anche se il testo non è quello che avremmo negoziato&quot;,
permette tuttavia di fare &quot;uscire l'Europa dalla fase di stallo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Il PS è confrontato ad un dilemma; come
approvare il trattato, senza allinerarsi sulla posizione di Nicolas Sarkozy,
che è riuschito con Angel Merkel a mettere tutti d'accordo. Ogg&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt; i membri della direzione del PS, ostili alla
ratificazione della Costituzione Europea nel 2005, sono consapevoli che è
difficile per loro sostenere questa posizione. In effetti è difficile spiegare
ai francesi che le difficili negoziazioni che hanno condotto i capi di Stato e
di Governi ad adottare il trattato di Lisbona non vanno sempre nella buona
direzione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Cos&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;ì&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt; alcuni preferiscono concentrare le loro critiche sulla forma e più sul
contenuto del testo. Per questo, si appoggiano sull'impegno che aveva preso
Ségolène Royal durante la campagna presidenziale, di sottoporre il nuovo
trattato alla consultazione popolare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;E il caso di Laurent Fabius; vessillifero del
no, due anni fa, che considera dunque di rifiutare di partecipare al voto che
occorrerà al Parlamento &quot;nello stato attuale&quot;. Prima di questo,
Laurent Fabius vuole convincere i socialisti che devono esigere da Nicolas
Sarkozy un nuovo referendum.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Altrimenti, sul contenuto del trattato,
ammette alcune avanzate come la creazione di &quot;un presidente dell'Unione
Europea per due anni e mezzo e un alto rappresentante per la politica
estera&quot; ma nello stesso tempo gli dispiace che il trattato non comporti
&quot;niente per debloccare la situazione sociale e fiscale dell'Europa (...)
Niente nel dominio monetario.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Vincent Peillon, un altro ex-leader del no,
all'opposto di Laurent Fabius indica che voterà in favore del si. In un testo
che pubblica con una quindicina di deputati o senatori socialisti provenendo
del corrente Nuovo Partito Socialista (NPS) spiega : &quot;Nel 2005, abbiamo
chiamato a votare in favore del no al referendum, sperando di creare un rapporto
di forza che avrebbe permesso di rinegoziare il trattato costituzionale in
migliori condizioni, ma non è accadutto. Stavolta, se questo trattato non ha
successo, non ci sarà une nuova rinegoziazione&quot;. Intende tuttavia di
chiedere l'organizzazione di un nuovo referendum. Bisogna sapere quale sarà la
sua posizione se il PS chiama a votare in favore del si senza preavviso o che
il Presidente rifiuta di cedere (cio che è molto probabile).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Alla fine solo quelli che sostenevano già &lt;st1:PersonName productid=&quot;la Costituzione&quot; w:st=&quot;on&quot;&gt;la Costituzione&lt;/st1:PersonName&gt; non hanno
cambiato idea. Certamente, all'immagine dell'ex ministro delle affari europee,
Pierre Moscovici, &quot;il trattato non contiene tutti i progressi per i
cittadini&quot;, e gli dispiace che questo testo &quot;non preveda il voto a
maggioranza qualificata per le questioni fiscali e sociali, non apra nuove
competenze energetiche o ambientali.&quot; Ma, &quot;un presidente del
Consiglio Europeo stabile, un ruolo affermato dei Parlamenti nazionali, un
presidente della Commissione provenendo di un voto all'occasione di elezioni
europee, un altro rappresentante per le affari stranieri, una referenza alla
Carta dei diritti fondamentali (...) sono delle ameliorazioni decisive&quot;
secondo lui per adottare il trattato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Come di solito, non c'è niente di semplice
nel paese del Partito Socialista. François Hollande ha dichiarato aver preso
atto della decisione di Nicolas Sarkozy di non organizzare un nuovo referendum
e che nel stesso tempo gli dispiaceva. Ma, Laurent Fabius, Vincent Peillon e li
altri sarebbero veramente favorabili a un nuova consultazione se il Presidente
aveva deciso altramente? Tutti gli ingredienti sono communque riuniti per che
assistiamo martedì sera, via di Solférino a l'atto II delle divisioni per
quanto riguarda il futuro dell'Europa, con François Hollande nel ruolo del regista.
E vero che con tutto questo, staremmo quasi per dimenticare che si tratta di
una questione importante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Elie Levaï&lt;br /&gt;
Traduzione Sophie Janod&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/09/LEuropa-divide-ancora-il-Partito-Socialista%3A-Atto-II#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>NO! alla Pécresse: un'occupazione democratica(?) della più grande università di Tolosa.</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/08/NO-alla-Pecresse%3A-unoccupazione-democratica-della-piu-grande-universita-di-Tolosa</link>
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    <pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:01:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Il 6 novembre una&amp;nbsp; Giunta di Lotta (&quot;Comité de
lutte&quot;) composta di militanti studenti dall'Università di Tolosa II Le
Mirail ha bloccato il campus suburbano in protesta contro le riforme
dell'educazione proposte dal presidente Nicolas Sarkozy. Barricate improvvisate
di tavole e sedie impedivano l'accesso agli uffici, alle classi e alle
biblioteche dipartimentali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Blocage%20Toulouse/.barricade_2_m.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;L'occupazione del campus, parallele in alcune altre città
francesi, porta a compimento sulla decisione della magra maggioranza durante
l'assemblea generale di studenti del 30 ottobre : &lt;st1:metricconverter productid=&quot;195 in&quot; w:st=&quot;on&quot;&gt;195 in&lt;/st1:metricconverter&gt; favore e 181 opposti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Blocage%20Toulouse/.barricade_3_s.jpg&quot; /&gt;Un'altra assemblea molto più rumorosa e numerosa (circa
1200 studenti) è avvenuta oggì per dibattere sul blocco del campus e suo scopo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Durante il dibattito sulle nuove leggi
&quot;Pécresse&quot;, che &quot;modernizzeranno&quot; le università francesi
secondo Nicolas Sarkozy, denuncie di antidemocratico comportamento sono state
spianate a organizzatori dell'assemblea e rappresentanti dell' unione di
studenti. &quot; Studenti opposti all'occupazione sono considerati Sarkozisti e
fascisti da sostenitori, dice uno studente arrabbiato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Altri come Agathe Cilia, che ha parlato durante
l'assemblea contro il blocco del campus, ha rivelato che i voti erano estesi
fino ad ottenere la maggioranza – l'assemblea di oggì non ha trovato una
risoluzione fino all 4. La decisione dell'occupazione è stata presa da una
minoranza di militanti, senza consultare gli altri studenti&quot;, ha detto Cilia,
&quot;e i voti – ho partecipato al contare dei voti – sono stati falsificati,
puro e semplice&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Altri studenti opposti all'occupazione, esasperati
dall'assemblea, si sono raggrupatti all'entrata del campus e hanno fatto
circolare una petizione per un ritorno immediato ai corsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;La decisione finale dell'assemblea degli studenti è stata
di continuare l'occupazione del campus, un risultato che ha condotto&lt;img style=&quot;margin: 0 0 1em 1em; float: right;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/Blocage%20Toulouse/.meeting_2_s.jpg&quot; /&gt; ad un
enorme abbandono dai studenti in favore del &quot;no&quot; e a alcuni incidenti
isolati di violenza mentre studenti opposti provevano di buttare giù le
barricate. Un'altra assemblea enorme, fissata a giovedì 8 novembre, promette di
essere focosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Daniel Ross viene di Toronto, Canada dove insegna l'inglese e studie storia nel Master della università di Toulouse&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Traduzione : Sophie Janod&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://cafebabel.com/en/dossier.asp?id=450&amp;amp;utm_source=NL_EN&amp;amp;utm_medium=email&quot;&gt;Dossier Café Babel&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/08/NO-alla-Pecresse%3A-unoccupazione-democratica-della-piu-grande-universita-di-Tolosa#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>Sarà costretto il governo francese di tornare sulla Legge Relativa alle Libertà delle Università o legge Pécresse chiamata delle Libertà e Responsabilità delle Università – LRU?</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/11/08/Sara-costretto-il-governo-francese-di-tornare-sulla-Legge-Relativa-alle-Liberta-delle-Universita-o-legge-Pecresse-chiamata-delle-Liberta-e-Responsabilita-delle-Universita-LRU</link>
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    <pubDate>Thu, 08 Nov 2007 12:17:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>BabelParis</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Parecchi Assemblee Generali
(AG) sono avvenute dall'inizzio dell'anno universitario per dibattere e
mobilitarsi contro questa legge votata durante l'estate, mentre gli studenti e
una grande maggioranza dei dipendenti dell'università erano in vacanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Molte di queste AG
sono sfociate su scioperi o blocchi di alcune università. Le università in
sciopero sono Paris I-Tolbiac, Paris VIII-Vincennes, Rouen, Toulouse le Mirail
ecc. Secondo L'Unione Nazionale degli Studienti di Francia (UNEF) le AG
dovrebbero continuare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Però esiste una
certa dissociazione per quanto riguarda le rivendicazioni. La maggioranza degli
studendi delle università sopraccitate esigono l'abrogazione pura e semplice
dela legge mentre l'UNEF crede che questo obiettivo &quot;non sia possibile a
raggiungere&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Questa legge, come
l'indica il suo nome, che riguarda a rendere le università autonome in termine
di budget e della gestione delle risorse umani e, forse, proprietarie dei loro
beni immobili nei prossimi cinque anni, aumenta il potere dei presidenti di
università, riduce l'effettivo del personale e la rappresentazione studente,
concede uno spazio più importante a delle persone straniere all'università
(imprenditori per esempio) nel prendere decisioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Dedica, inoltre,
uno spazio importante all'&quot;orientamento e all'inserimento
professionale&quot; e da il cambio al secondo piano alla &quot;diffusione della
cultura e dell'informazione scientifica e technica&quot; e &quot;alla
collaborazione internazionale&quot;. Però secondo molti studenti e professori
l'orientamento e l'inserimento professionale non devono essere prioritari al detrimento
della &quot;formazione iniziale continua&quot;, &quot;della ricerca scientifica
e technica, e dell' apprezzamento dei risultati&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Delle riforme
dello stesso tipo sono state effettuate in altri paesi europei (in Italia per
esempio) e i risultati non sono stati brillanti, al contrario. Bisogna ancora
sapere se questi movimenti, certo, nell'ambiente sociale piuttosto ostile del
governo, risulteranno nel fare desistere il governo come fu il caso durante la
crisi del CPE (Contrat Première Embauche – Contratto Prima Assunzione).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Renald LUBERICE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;Traduzione Sophie Janod&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 10pt; text-align: justify; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;a hreflang=&quot;fr&quot; href=&quot;http://cafebabel.com/en/dossier.asp?id=450&amp;amp;utm_source=NL_EN&amp;amp;utm_medium=email&quot;&gt;Dossier Café Babel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot; lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>La Germania attuale</title>
    <link>http://paris.cafebabel.com/it/post/2007/10/23/La-Germania-attuale</link>
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    <pubDate>Tue, 23 Oct 2007 18:31:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Jean-Séb 2.0</dc:creator>
        <category>Trascultura</category>
            
    <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;L'integrazione, la ricerca delle sue proprie origini e della sua appartenenza, la morte ed il perdono, la relazione tra un padre e suo figlio, tra madre e figlia – &quot;Dall'altro lato&quot;, il nuovo film del regista tedesco Fatih Akin evoca molti soggetti diversi senza mai diventare troppo pesante. La maniera con la quale il film mostra la vita normale in Germania, com'è oggi è innovatrice e molto piacevole. Niente esagerazione ma un p&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: FR&quot;&gt;ó&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt; di nostalgia. Il film è stato proiettato sta settimana a Parigi, durante il 12o festival del cinema tedesco. &lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 0 auto&quot; height=&quot;169&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://paris.cafebabel.com/public/paris/.delautrecote_02_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&quot;Dall'altro lato&quot; Fatih Akin&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dei personaggi autentici&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;o&quot; /&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;La maggior parte dei personaggi sono veri ideale-tipi, ma rimangono comunque credibili. Per esempio c'è il figlio, un immigrato&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di origine turca di seconda generazione, che rappresenta la visione di un'integrazione perfettamente riuscita: fa il professore di letteratura tedesca all'università. Insegna Geothe. Ma c'è anche la giovane studentessa tedesca che torna dal suo viaggio in India, che ha delle convizioni, ma nessun' idea di cosa vuol fare di sua vita. Essando alla ricerca della sua vita, neanche il suo viaggio in India e poi a Istanbul sono straordinari perchè sua madre (una ex sessantottesca) ha già fatto lo stesso qualche anno prima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Successo di un film tedesco all'estero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;In generale i film tedeschi hanno avuto successo queste ultimi anni e rappresentano una grande parte &lt;/span&gt;&lt;?xml:namespace prefix =&quot; &quot;&quot;st1&quot; /&gt;&lt;st1:State&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;del&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:State&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt; mercato interno. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;Ma sono pochi quelli che possono essere visti all'estero e spesso non riflettano la diversità delle produzioni. Si pensa subito a film come &quot;Goodbye Lenin&quot;, &quot;La vita degli altri&quot; o &quot;Sophie Scholl&quot; che sono stati immensi successi. La maggior parte di questi film trattano del passato tedesco più o meno recente. Sono senza dubbio fim di grande qualità che arrivano a criticare la storia con una maniera scomplessata.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma c'è ancora di più da scoprire che discussioni sul passato&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;Eppure, con i grandi successi di quest'anno in Germani, &quot;Dall'altro lato&quot; e &quot;Quattro minuti&quot;, si pu&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: FR&quot;&gt;ó&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt; vedere che i suggetti messi in rilievo sono molto più diversi e ricchi. Accanto a Faity Akin, ci sono per esempio altri registi che lavorano sui problemi della società pluriculturale e che mostrano un'immagine della Germania attuale. Il film &quot;Knallhart&quot; di Detlev Buck (uscinto nel 2006) è un esempio che ha suscitato molte controversie a causa della sua descrizione brutale della realità sociale in un quartiere berlinese, sfavorito come &quot;Neukölln&quot;. &quot;Quattro minuti&quot;, eppure, racconta la storia di una giovane pianista in un prigione per donne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-ansi-language: FR&quot;&gt;Quindi ci sono molti film tedeschi da scoprire! &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&quot;Dall'altro lato&quot; e &quot;Quattro minuti&quot; usciranno presto in Francia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Christine&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot;&gt;Traduzione Sophie Janod.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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