Le prime dichiarazioni riguardanti la presidenza francese dell’Unione Europea e le sue priorità risalgono al discorso fatto da Nicolas Sarkozy lo scorso agosto agli ambasciatori riuniti a Parigi. Già allora il programma si annunciava intenso e in seguito si è ulteriormente arricchito…

Quattro le priorità fondamentali :

  • l’immigrazione : la Francia vuole spingere per l’attuazione di una politica d’immigrazione comune. La sua idea si basa su tre principi : « il rifiuto delle regolarizzazioni di massa», « l’armonizzazione delle norme sull’asilo politico» e « negoziati per gli accordi di riammissione». Parigi vorrebbe migliorare la cooperazione con i paesi del Sud Europa per studiare una soluzione collettiva.

  • l’Europa della Difesa : tema delicato, molto delicato, Nicolas Sarkozy vuole promuovere la PESD (Politica Europea di Sicurezza e Difesa) , che a suo parere non è incompatibile con la NATO. Egli sostiene un aumento della spesa europea in questo settore.

  • la lotta contro i cambiamenti climatici : spinta dalla sua Consulta nazionale per l’ambiente, la Francia vuole proseguire i suoi sforzi a livello europeo. Si è evocata la prospettiva di una Consulta europea. Parigi dovrà anche portare avanti i negoziati del dopo-Kyoto.

  • l’energia: direttamente correlato alla lotta contro i cambiamenti climatici, questo tema si articola su due fronti : la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’UE e il nucleare. Secondo paese al mondo per impiego di energia nucleare, la Francia vuol far sentire tutto il suo peso per convincere i partner europei a vedere nel nucleare l’energia del futuro.

A questi si sono aggiunti molti altri temi:

  • riforma della PAC in virtù dell’aumento del prezzo delle derrate alimentari,

  • unione mediterranea, un progetto lanciato da Nicolas Sarkozy l’indomani della sua elezione, visto da alcuni come un modo per aggirare la candidatura della Turchia all’ingresso nell’UE,

  • la politica economica dell’UE e in particolare la questione dell’euro e della sua gestione da parte della BCE,

Tutto ciò induce molti a pensare che questo programma non verrà portato a termine integralmente. In effetti, la presidenza dura solo sei mesi ed è possibile mettere all’ordine del giorno delle varie riunioni solo un numero limitato di temi. La Francia potrà solo dare un indirizzo politico, non deciderà niente da sola e a gennaio 2009 dovrà passare il testimone alla Repubblica Ceca.

Gestire la situazione internazionale

Il periodo durante il quale la Francia assumerà la presidenza dell’UE è di grande importanza sul piano internazionale : Olimpiadi di Pechino, summit UE-Cina, elezioni presidenziali americane, primi contatti con il nuovo presidente russo e gestione del probabile post-indipendenza del Kosovo.

Altra questione centrale : le riforme istituzionali previste dal Trattato di Lisbona dovranno entrare in vigore durante la presidenza francese, tenendo presente che due mesi dopo la sua conclusione, il Parlamento europeo interromperà i lavori per le elezioni. I punti principali da portare a termine saranno la presidenza fissa dell’UE, il dialogo fra la Commissione e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la Politica Estera, la creazione di una polizia europea di frontiera, la riduzione del numero dei commissari e il rafforzamento del ruolo dei parlamenti nazionali.

Per dare continuità a questo lavoro, è necessaria un’azione coordinata fra la Francia e la Repubblica Ceca, che le succederà. Su un punto però questo coordinamento rischia di vacillare : mentre la presidenza francese sarà orientata alla Europe protection, Praga vuole condurre la sua presidenza all’insegna dell’ « Europa senza barriere »…

Jean-Sébastien Lefebvre

Traduzione : Laura Bortoluzzi