Di fronte a questi buoni propositi, non possiamo che gioire per la presa di coscienza, da parte della classe politica, della necessità di abbattere le emissioni di CO2, dovute, nel 93% dei casi, alle attuali scelte energetiche che prediligono l’impiego degli idrocarburi e dei combustibili di origine fossile.

Al momento, la scommessa delle energie rinnovabili può diventare realtà in Europa e nella maggior parte dei paesi sviluppati? Al di là delle belle parole, quali implicazioni politiche ed economiche e quali contraddizioni comporta? A che punto sono le iniziative europee e francesi?

La prima edizione del salone SIREME (Salon international des énergies renouvelables et de la maîtrise de l’énergie) nel novembre 2008 a Parigi, la seconda edizione del salone Energaïa di Montepellier tenutasi lo scorso dicembre e la terza edizione del salone delle Energie Rinnovabili di Lione a fine febbraio sono i grandi appuntamenti che la Francia ha organizzato sulle energie rinnovabili.

Per gli organizzatori di queste manifestazioni, l’affluenza di pubblico e le transazioni commerciali concluse sono state un successo.

Tre i settori che fanno da traino: il solare, l’eolico e la biomassa. Ma è il solare a crescere a vista d’occhio in questo ultimo periodo. A Lione, Parigi o Montpellier, sono i fabbricanti tedeschi di pannelli solari a farla da padroni. La Germania è infatti la nazione dove il settore delle energie rinnovabili è più sviluppato al mondo, con oltre il 15% dell’energia totale prodotta da fonti rinnovabili nel 2007; percentuale che il paese vuole portare fra il 30% e il 40% nel 2020. 

La Spagna, tuttavia, non è da meno, dato che il governo Zapatero ha ampiamente sostenuto e sovvenzionato l’energia pulita. Questo ha fatto emergere nuovi leader mondiali dell’energia eolica o dei pannelli solari fotovoltaici. A causa della crisi economica, però, la Spagna non è più il mercato numero uno di questo settore come lo era nel 2007, quando quello tedesco era invece abbastanza saturo. Oggi tutti gli occhi sono puntati sulla Francia e fabbricanti, distributori e installatori di sistemi di energia rinnovabile lo sostengono all’unanimità: il mercato francese è oggi quello di punta in Europa perché offre le maggiori potenzialità di crescita significativa.

Nel mercato delle energie rinnovabili la concorrenza è internazionale e la battaglia si gioca con giapponesi, americani, canadesi, cinesi, taiwanesi e sudcoreani.

Il Giappone ha una lunga tradizione in questo settore e il suo mercato interno, insieme a quello tedesco, è quello ad aver fatto più largo uso delle energie rinnovabili negli ultimi anni. È possibile che gli Stati Uniti, forti della loro capacità tecnologica, industriale e d’innovazione, e grazie a una forte volontà politica, scavalcheranno presto la coppia nippo-tedesca. Ma le altre potenze asiatiche, come la Cina, la Corea del Sud e Taiwan, non rimangono a guardare: i loro prodotti sono sempre più competitivi ed economici. 

Marc Terrisse

Trad. : Laura Bortoluzzi